Il gioco d’azzardo italiano e le concessioni

Ancora una volta, e sempre di più, i TAR vengono chiamati a “dipanare la matassa” del gioco: nel settore non ci sono esatte regolamentazioni, norme precise e dettagliate e quelle che ci sono sono soggette ad interpretazioni alternative. Quindi un operatore di Finale Ligure che si era visto negare dalla Questura di Savona l’autorizzazione alla raccolta delle giocate, in quanto le giocate sarebbero state acquisite per conto di una società di Innsbruck in Austria, si è rivolto al TAR Liguria per avere “soddisfazione”. Il Tar pronunciatosi in merito ha ribadito che non è possibile vietare l’attività di raccolta delle giocate di un centro collegato ad un operatore provvisto di licenza rilasciata da altro Stato, Membro dell’Unione Europea. L’amministrazione ligure, invece, afferma che non sussisterebbe la dimostrazione pratica dell’esistenza del rapporto con l’indicata società tirolese. Il Tar, però, ribadisce che ha ritenuto incompatibili con il diritto europeo le restrizioni alla circolazione dei servizi quali sono quelle che l’Amministrazione intende imporre. L’atto impugnato non mostra di aver validamente preso in esame la natura e l’efficacia del titolo in forza del quale la società mandante del ricorrente opera in Austria e, di conseguenza, la correttezza per il diritto dell’Unione della disapplicazione dell’art.88 del Tuplps che ne discende. La Questura di Savona, quindi, dovrà tenere conto della sentenza del Tar Liguria e dovrà conseguentemente, riesaminare la domanda in base alle argomentazioni che lo stesso Tar ha esposto. Una piccola vittoria da parte di un esercente contro l’Amministrazione… che sia prodromo di un atteggiamento migliore?

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