I continui problemi dei casinò di las vegas

La lobby dei proprietari di casinò a Las Vegas ed Atalantic City secondo molti è dietro la grande inchiesta partita nel 2011 e conosciuta come Black Friday. Davanti a tutti troviamo i magnati di MGM e Caesars con l’obbiettivo di chiudere o almeno limitare il mercato di FullTilt Poker e PokerStars. Sono ormai due anni di grandi dispute giudiziarie ed il poker online negli Stati Uniti è realmente in ginocchio. Ora si pensa all’assegnazione delle licenze a livello Statale, essendo ancora molto lontani da una legislazione su base federale. Il Nevada sarà tra i primi stati a regolamentare il gioco online e proprio per questo il Governo statale vuole tutelare al meglio gli interessi a livello locale. Saranno presenti tasse su tutti gli MTT in Rete e le licenze costeranno il doppio secondo le proposte con emendamenti per regolare quello già stabilito ed approvato dal regolamento statale in materia. Il numero degli operatori sarà dunque limitato e saranno escluse tutte le room che abbiano accettato giocatori statunitensi dal 2006 ad ora, ossia dopo l’inizio della famosa legge federale UIGEA. Con un emendamento come questo PokeStars e FullTilt resterebbero fuori dal mercato del Nevada. PokerStars si sta già muovendo ad Atlantic City  visto che il terreno di Las Vegas sembra minato per i due più famosi brand al mondo per quanto riguarda il gioco online.

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