Gioco d’azzardo e poker online tassati in spagna

La Spagna ha preso in questi giorni una decisione molto importante, facendo un passo avanti rispetto alla tassazione, sempre discussa, sul gioco in rete. Fino a questo momento il sistema fiscale spagnolo prevede una tassazione doppia, prima di tutto gli operatori versano il 25% del rake (lordo) come sostituti d’imposta, oltre a questo i giocatori verranno poi tassati con un aliquota che parte dal 24% sulle vincite lorde. Un sistema a livello fiscale che pare iniquo e che di conseguenza ha scoraggiato molti giocatori iberici, in particolare i grinder, a giocare sulla piattaforme con licenza DGOJ. Il numero di pro che avrebbero abbandonato questo mercato si aggira su circa 300 unità con addirittura cambi di residenza, seguendo un po’ l’esempio statunitense. Per cercare di fermare questo esodo, il Governo iberico ha cambiato il proprio codice fiscale, dando la possibilità ai giocatori professionisti di dedurre le eventuali perdite dal totale delle vincite lorde nel momento della dichiarazione dei redditi annuale. Ci sono alcuni punti da chiarire, soprattutto la reale figura del professionista e comprendere se la norma si applicherà sia al gioco dal vivo che in rete. È certamente un passo avanti a livello dileggi, e in molti sperano che possa essere un modello da seguire per molti altri Paesi che devono ancora trovare una legislazione perfetta per il gioco online e non solo.

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